Politica 

Scritta sulle foibe in piazza Martinez, il Pd condanna e si dissocia. Infuriano le polemiche

La scritta realizzata a fianco del palco della Festa dell’Unità durante un concerto. Il presidente del Municipio Ferrante: <Abbiamo chiesto di cancellarla già sabato mattina e abbiamo già chiesto anche che si acquisiscano le immagini delle telecamere>

La scritta è proprio brutta. Apologizza alle foibe, gli inghiottitoi carsici dove sono state gettate, uccise o talvolta ancora vive, dopo la tortura, migliaia di persone, Si stima che le vittime in Venezia Giulia e nella Dalmazia siano state circa 11.000, comprese le salme recuperate e quelle stimate, più i morti nei campi di concentramento jugoslavi. Sopra, scritto in rosso, c’è la scritta “W il Pd” e sui social la giusta ondata di indignazione per l’apologia del massacro è stata legata al partito del politicamente corretto, metodo per eccellenza, che non ci sta a essere accomunato a chi quella scritta l’ha materialmente vergata. Tutto è successo venerdì sera durante un concerto della Festa dell’Unità. Il presidente del municipio della Bassa Val Bisagno Massimo Ferrante, Pd, appunto, spiega che ha saputo della scritta sabato mattina presto e subito ha chiesto ad Amiu di cancellarla. Mostra i messaggi che si è scambiato con i responsabili di zona i quali hanno risposto che essendo la scritta stata vergata con vernice indelebile non basta ripulire, serve la sabbiatrice che Amiu non ha e che potrà essere messa in campo o da Aster o da un’azienda privata domani. <Nel frattempo – dice Ferrante, ci abbiamo messo sopra un tavolino, ma dava fastidio a complesso e ieri sera è stato spostato>. La vernice, essendo indelebile, non è andata via nemmeno con la pioggia di stanotte e di oggi. <Comunque, sulla piazza ci sono le telecamere – conclude il presidente del Municipio -. Abbiamo già chiesto alle forze dell’ordine di acquisire i filmati per individuare il responsabile>

Ovviamente sono in molti a destra a cavalcare la situazione. Augusto Sartori, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Liguria, chiede a Ferrante di impegnarsi con le forze dell’ordine per individuare il colpevole (cosa che il presidente di Municipio, come abbiamo visto, ha fatto già ieri). Sergio Gambino, consigliere di Fratelli d’Italia a Tursi scrive sulla sua pagina Facebook: <Festa dell’unità di Genova. Chi ha scritto questa idiozia ha uno strano concetto di democrazia e di superiorità morale inneggiando alle foibe.

C’è anche chi, invece, ipotizza che lo slogan che apologizza alle foibe potrebbe essere un dispetto al Partito Democratico fatto “da destra”. Il tema non è uno di quelli propri agli slogan dei Dem. Sembra quasi che qualcuno abbia cercato uno slogan speculare a quelli delle campagne delle organizzazioni neofasciste da far pesare sul Pd un comportamento uguale anche se di segno contrario. Comunque, grazie alle telecamere, si saprà presto chi è stato a fare quella scritta.

Questo il comunicato del Partito Democratico in merito all’accaduto

La vergognosa scritta con la quale si inneggia contestualmente al Pd e alle Foibe comparsa venerdì 6 settembre sulla pavimentazione di piazza Martinez, dove si sta svolgendo la prima tappa della Festa dell’Unità 2019 del Partito democratico di Genova, rappresenta un gesto vigliacco e inqualificabile del quale siamo vittime e dal quale ci dissociamo nella maniera più assoluta. Un insulto alla memoria, completamente estraneo alle nostre posizioni e che abbiamo immediatamente denunciato alle autorità competenti, già intervenute con un sopralluogo e impegnate nelle indagini del caso. Abbiamo inoltre subito richiesto la rimozione della scritta agli amministratori locali. Rispetto al dramma delle foibe, il Pd non ha mai aperto ad alcuna forma di negazionismo e si è sempre dimostrato favorevole e partecipe, sia a livello locale che nazionale, alla Giornata del Ricordo. Questo gesto vandalico in piazza Martinez è un fatto molto grave, che danneggia anche il nostro partito e la sua immagine. Ci auguriamo che vengano al più presto individuati i responsabili e non accettiamo le accuse di chi ci addita come complici di quanto avvenuto. I nostri valori e la nostra storia lo dimostrano.

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